La zona di Valle Salimbene fu caratterizzata dalla presenza, a partire dal medioevo, più che di veri paesi, di cascine spesso dotate di ville padronali, che (secondo l'uso locale) già nel XVI-XVII secolo avevano autonomia comunale nonostante le limitate dimensioni. Ciò caratterizza invero un po' tutta la zona nelle immediate vicinanze di Pavia. Valle Salimbene, nata probabilmente come semplice cascina della famiglia Bottigella, passata poi ai Salimbene, appare nel XVII secolo come comune col nome di Cassina della Valle; faceva parte della Campagna Sottana di Pavia e non era infeudata. Nel 1871 furono aggregati a Valle Salimbene i comuni di Belvedere al Po e Motta San Damiano. Belvedere (CC A775), acquistata nel 1503 dai Bottigella, assorbì nel XVIII secolo i comuni di Ca' Scarpona, Moncucco e Cassina Oltrona, quest'ultima già comune nel secolo precedente. Il comune prese nome di Belvedere al Po nel 1863 (il Po infatti allora scorreva nelle vicinanze, e il suo vecchio corso è ora occupato dal Ticino che qui vi confluiva). Nel 1871 il comune di Belvedere al Po fu soppresso e unito a Valle Salimbene. Il comune di Motta San Damiano (CC F778) si formò nel XVIII secolo con l'unione dei due comuni di Cassina della Motta e di Cassina di San Damiano. Quest'ultima è la località più antica della zona, nota fin dal XII secolo come Sancto Damiano e nel XV secolo come Cassina Sancti Damiani. Era costituita da una sola proprietà, appartenente all'Ordine di Malta, ma non era infeudata. Il comune di Motta San Damiano nel 1871 fu soppresso e unito a Valle Salimbene.

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